Serata delle eccellenze

Laddove il Porro Cervere è Re, convitata al banchetto è tutta la nobiltà dell’offerta che il territorio mette a disposizione. L’eccellenza del territorio cerverese, infatti, vuole esaltare la propria qualità circondandosi delle molte eccellenze che i territori limitrofi hanno saputo coltivare nel tempo.

Il panorama agroalimentare del cuneese ha qualcosa di molto particolare da poter offrire: una storia fatta di tante storie, una qualità costruita nella povertà e nel sudore, una improvvisa scoperta che ha trasformato i nostri territori in pregio di caratura internazionale. Se alcuni prodotti hanno ormai varcato i confini, altri stanno crescendo percorrendo medesimo percorso: la ricerca della qualità come obiettivo unico e ultimo, perseguito grazie alla ricerca ed all’arricchimento continuo, creano un contesto fortemente competitivo ma al tempo stesso cooperativo.

Questo vuole essere il Porro Cervere: un punto di riferimento, testa di ponte per quel mondo dei piccoli territori che grazie alle proprie eccellenze locali ha resistito alla povertà, ha costruito una identità ed ha oggi un’offerta di grande ricchezza dal punto di vista sociale, economico e culturale.

Serata delle eccellenze 2018: venerdì 23 novembre

Tradizionalmente la “serata delle eccellenze” è il momento in cui Cervere stipula gemellaggi agroalimentari con i migliori prodotti che il territorio è in grado di offrire. La commistione dei gusti e delle comunità avviene nel piatto, a tavola, sotto il Palaporro: una intera provincia (con non rare escursioni fuori dal cuneese) si raccoglie attorno al Porro Cervere e quest’ultimo è lieto di offrire la propria grande vetrina a tanti prodotti che lottano per emergere fino a trovare la giusta valorizzazione.

La cena delle Eccellenze per l’edizione 2018 della fiera è andata in TUTTO ESAURITO fin dal secondo giorno di prenotazioni: un successo senza pari, quindi, che premia la bontà del programma di questa serata in questi anni di continua ricerca della qualità.

Attenzione: quelle che seguono sono le indicazioni relative alla serata delle eccellenze dell’edizione 2017 della Fiera. I dettagli sull’edizione 2018 saranno disponibili entro la fine del mese di ottobre.

 

La serata delle eccellenze per l’edizione 2017 è stata quella di venerdì 24 novembre. Questo il menu ufficiale.

Porro CervereGemellaggi

Fossano

Un gemellaggio che si rinnova, sposando assieme i richiami culturali della città degli Acaja e le sfumature enogastronomiche solleticate dal paese del Porro. Cogliendo l’occasione della Fiera, Fossano preannuncia i grandi appuntamenti previsti con le opere di Lucio Fontana e Piero Manzoni, nonché in primavera con la “Mostra Impossibile” dedicata a Leonardo Da Vinci.

Alla Fiera del Porro Cervere, Fossano porta i bocconcini d’oca del Palio, una sorta di allegoria culinaria che consente di riversare in un solo piatto storia e folklore, nonché tutti i simboli di cui si fa carico il famoso palio locale.

La Cisrà di Dogliani

Dogliani sorge nel centro delle Langhe sud-occidentali, su una distesa di colline di rara bellezza. Il paese che diede i natali a Luigi Einaudi, da secoli porta avanti la tradizione della Cisrà: il 2 novembre, fin dalle prime ore del mattino, vengono scodellati bollenti piatti della ricetta tradizionale locale. La Cisrà è una minestra di trippe e ceci: da piatto povero fatto con i “mezzi ceci” (ovveri i ceci che non potevano essere venduti), questa zuppa è diventata un primo molto ricercato. Gli ingredienti che la compongono sono le eccellenze del gusto che questa terra produce e che, in occasione della Fiera del Porro Cervere, unisce a porri e trippe anche i Ceci di Nucetto e la Zucca di Piozzo.

Piatto simbolo della serata delle eccellenze 2017, la Cisrà esplica assieme lo spirito di unione e collaborazione che la Fiera del Porro Cervere porta avanti con la propria apertura alle eccellenze del territorio.

La bagna cauda di Faule

Anche il gemellaggio con Faule si rinnova anche e soprattutto in virtù dello spirito che la Bagna Cauda rappresenta: non solo semplice ricetta, ma tradizione,  cultura locale, somma di ingredienti provenienti da parti diverse del Piemonte e della Liguria (tramite la via del Sale). “La bagna cauda, inoltre, per il modo particolare con cui viene servita, suggerisce convivialità, capacità di ascolto e di dialogo, solidarietà e consumo in comune”.

La Rana di Roreto di Cherasco

Roreto è la frazione più grande del Comune di Cherasco. In tempi lontani Roreto era conosciuta per un prodotto particolare, la rana. Nella valle giovani e meno giovani andavano a “caccia” di questo anfibio, per molti costituiva parte del pasto, per altri fonte di reddito. Qui infatti aveva sede “Maiulin”, ristorante
in cui arrivava gente da tutta la regione per degustare le rane. Il ristorante ha chiuso i battenti ormai tanti anni fa e la tradizione della rana è andata via via scemando. Nel 2015 un gruppo di roretesi ha voluto riappropriarsi di un pezzo della propria storia ed ha dato vita all’Associazione La Rana a Roreto, presieduta da Umberto Ferrondi. Il primo prestigioso evento si è tenuto nel giugno 2016 con il Festival della Rana all’insegna dell’enogastronomia, dell’arte e dello sport. La manifestazione ha riscontrato un successo inaspettato, riuscendo a coniugare arte, buon cibo e divertimento. Il Festival ha cadenza biennale, il prossimo appuntamento sarà dall’8 all’11 giugno 2018. Ma il Festival è solo uno dei tasselli. La rana occupa anche altri spazi a Roreto. Gli Artisti del Ponte di Milano hanno realizzato sui muri della frazione colorati murales che raccontano, passo dopo passo, la fiaba scritta da Angela Prestianni e che ha come protagonista un simpatico personaggio, Nara la rana. E’ stato realizzato anche un libro che contiene la fiaba e tutti i disegni dei murales. E per non perdere il filo della storia, a disposizione dei visitatori c’è anche una dettagliata cartina che indica il percorso da seguire per leggere la fiaba attraverso i disegni. Accanto ad ogni murale è presente un QR Code per ascoltare la narrazione.

Claudio Bogetti, Corrado Marchisio e Umberto Ferrondi

Il feeling con la Fiera del Porro Cervere è stato immediato: Cervere, che in comune con Roreto di Cherasco ha una mai dimenticata tradizione nella cucina della Rana, è lieta di poter solleticare questi ricordi plaudendo il meritevole impegno e la grande qualità che Roreto sta riversando in questa operazione di valorizzazione gastronomica, culturale e di grande valore per il senso identitario della propria comunità.

Le Quaquare di Genola

La Quaquara è il dolce tipico di Genola, prodotto da tempi antichi in occasione della ricorrenza di San Marziano, il patrono del paese.

La festa di San Marziano è detta anche festa delle quaquare. Il nome deriva da un coleottero: il maggiolino diffusissimo fino agli anni ’60 nelle nostre campagne durante il mese di maggio. La dicitura piemontese di questo insetto è quaquara e da qui deriva il nome del dolce. Si perde nella notte dei tempi l’usanza di preparare le quaquare associata alla festa patronale. Ricerche fatte anni fa, intervistando signore genolesi ultranovantenni, davano per certo che già alla fine del ‘700, inizi dell’800, i nostri bisnonni avevano questa consuetudine. È una tradizione arrivata sino a noi di generazione in generazione, tramandata di madre in figlia. Pochi e semplici ingredienti, facilmente reperibili nelle nostre campagne. Le dosi? tenute segrete ai non genolesi.

Il burro scrupolosamente fatto in casa, le uova di giornata prelevate dal pollaio, la farina ricavata dal grano macinato al mulino del paese. I limoni coltivati con amore e quasi sempre piantati in un vecchio mastello di legno, situato nel punto più soleggiato del cortile, e messi al riparo durante l’inverno per proteggerli dal gelo. Le mandorle avevano una storia a parte: si iniziava d’estate a mettere a seccare all’ombra i noccioli delle pesche, si conservavano poi tutto l’inverno ed infine si rompevano nel mese di maggio, ricavando così le mandorle amare che venivano tritate molto finemente con la mezzaluna, insieme alle bucce dei limoni. A questi ingredienti viene aggiunto lo zucchero.

Da tempo immemorabile tutte le famiglie di Genola sono solite preparare le quaquare che fanno cuocere nel forno comunale messo a disposizione durante tutto il mese di maggio; da notare che la festa patronale di San Marziano ha luogo la terza domenica di detto mese. Il servizio è curato da alcuni volontari che accendono il fuoco, lo alimentato e assistono le massaie durante le varie fasi della cottura.

Per tradizione l’utilizzo del forno è riservato, previa prenotazione, ai residenti. Fino agli anni Sessanta del Novecento alcune famiglie facevano cuocere le quaquare nei forni di casa, ai nostri giorni tutti inutilizzabili. Ogni famiglia è solita miscelare i vari ingredienti in modo differente, secondo ricette
tramandate da madre in figlia, la qual cosa conferisce al prodotto finito un gusto diverso.

Stefano Biondi: Porri e Quaquare

Stefano Biondi alla conferenza stampa per la Fiera del Porro Cervere 2017

Il Moscato di Santa Vittoria d’Alba

La tipologia Moscato d’Asti Santa Vittoria d’Alba DOCG appartiene alla denominazione Asti DOCG, una DOCG della regione Piemonte. La composizione dei vini Moscato d’Asti Santa Vittoria d’Alba DOCG è Moscato bianco 100%. Il vino che se ne ottiene è Giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso è elegante, fine, fresco, persistente, floreale e al palato risulta armonico, dolce, armonico.

Oggi il disciplinare “Asti”, nelle due versioni “Asti Spumante” e “Moscato d’Asti”, riconosce tale tradizione enoica solo al comune di Santa Vittoria d’Alba, in considerazione del ruolo avuto dalla ditta Cinzano nella valorizzazione di tale vino.